Il tacchino

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Il tacchino

Messaggio  Eugenio il Lun Nov 24, 2008 6:21 pm

Una mia prozia (si parla dei primi anni del novecento) aveva un negozio e insieme con altre due sue amiche che avevano la bottega nella stessa strada erano solite andare una volta all’anno a fare una gita di un giorno. Un anno scelsero come meta un paesino delle colline toscane. Giunta l’ora di pranzo, nell’ordinare il pasto, una di loro rivolgendosi alla padrona della trattoria disse: ”Mi raccomando, serva bene questa nostra amica perché aspetta famiglia”. Non era vero, ma tutte e tre erano famose per il loro umorismo. La trattrice in perfetto toscano rispose: ”Oh! Davvero? Aspetta un bimbino?” e mia zia: “Sì, sì aspetto un bibbino” e lì tutte e tre le amiche scoppiarono a ridere; infatti in genovese “bibbin” è il tacchino. La signora toscana non capiva il motivo di tanto ridere e proseguì: “E per quando lo aspetta?”; la risposta non si fece attendere: “ per Natale” e lì si misero letteralmente pancia a terra a sbellicarsi dalle risate. La famosa filastrocca canta infatti:

A Natale se mangia u bibbin
cu-i bescoetti tuccae int’u vin.
L’è chì Natale,
saasisse e maccaruin, broddu de carne.
Carne de porcu
mangine pocu
carne de bè
mangine assae.

Che tradotta dice: A Natale si mangia il tacchino coi biscotti intinti nel vino. E' arrivato Natale: salsicce e maccheroni, brodo di carne. Carne di maiale mangiane poca, carne ovina mangiane assai.
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